D'oro, a tre pignatte (pentole) di nero.
Lignaggio · Tappa 4
Pignatelli.
Principi di Moliterno e di Marsiconovo, XI – 1796.
Antico patriziato napoletano, fra le Case più potenti del Regno di Napoli: oltre 179 feudi, 14 Principati, 17 Ducati, 22 Marchesati e 18 Contee, Principi del S.R.I., Toson d'Oro e Grandato di Spagna, e un Papa, Innocenzo XII. Col matrimonio del 1796 fra Maria Emanuela Pignatelli, erede, e Giuseppe Gerardo Gallone, i Principati di Moliterno e di Marsiconovo passano alla Casata Gallone.
Storia della casata.
I Pignatelli costituiscono una nobile famiglia siciliana, napoletana e pugliese, fra le più potenti del Regno di Napoli. La casata trae origine, secondo le antiche genealogie, dai De Domna Maria, documentati a Napoli fin dall'XI secolo, da Sergio attraverso Giovanni e Landolfo «Pignatello»: soprannome dal quale, in seguito alle imprese in Oriente per Re Ruggero il Normanno, deriva il cognome Pignatelli, adottato definitivamente dalla generazione del figlio.
Per giustificare stemma e cognome, alcuni studiosi raccontano che, all'assalto al Palazzo Imperiale di Costantinopoli, un Landolfo ne uscì con tre vasi o pignatte d'argento infilzate alla picca, assumendone lo stemma (il «droit de pillage»); altri vogliono un Gisulfo vittorioso a Negroponte col fuoco lanciato sui nemici, racchiuso in pentole. Di questa storica Casata si hanno memorie documentate dal 1102 con Lucio Pignatelli, Connestabile di Napoli.
Da un Riccardo, vivente nel 1250, discese in linea retta Tommaso, Governatore d'Atri nel 1431, e dai suoi tre figli — Carlo, Stefano e Palamede — nacquero le tre Linee principali.
La linea di Carlo (1421–1476) si estinse con Geronima (1599–1667), Principessa del S.R.I., 5ª Duchessa di Monteleone, Viceregina d'Aragona nel 1655; confluì nella Linea di Cerchiara e Noja col matrimonio di Geronima con Fabrizio Pignatelli, che ereditò il Ducato di Monteleone, la Contea di Borrello e la Baronia di Mesiano.
La discendenza di Stefano diede origine ai Marchesi di Casalnuovo, ai Duchi di Montecalvo e ai Principi di Monteroduni; il «Colonnello della Casata» è oggi Giovanni Pignatelli della Leonessa (n. 1920), 8° Principe di Monteroduni, 4° Principe di Sepino, Duca di Castoria, Patrizio Napoletano. Da Palamede, con Giacomo († 1539), iniziò la Linea di Cerchiara e Noja: il Marchesato di Cerchiara fu concesso nel 1556 a Fabrizio I, Viceré di Calabria, e il Principato di Noja nel 1600 a Fabrizio II.
Il ramo primogenito della Linea di Cerchiara e Noja antepose nome e armi «Aragona Cortez» per i patti nuziali del 1639, nei quali fu stabilito che la discendenza di Ettore Pignatelli, Marchese del Vaglio, e di Giovanna Tagliavia Aragona Cortez si chiamasse «Aragona Pignatelli Cortez». Entrarono così nella successione il Marchesato di Avola, il Principato di Castelvetrano, il Ducato di Terranova e la Contea di Borghetto.
Giovanna Tagliavia, per successione della madre Stefania Carrillo Cortez — nipote di Ferdinando Cortez, Conquistatore del Messico — ereditò i titoli di Marchesa del Valle di Oaxaca e Contessa di Priego. Col matrimonio di Nicolò Pignatelli (1648–1730), Viceré di Sardegna e Sicilia, con la sua pronipote Giovanna II Aragona Pignatelli Cortez (1677–1723), tutti i titoli furono ereditati dal primogenito Diego.
I Pignatelli ebbero la qualifica di Nobili in Roma, Venezia, Sicilia, Spagna e Messico, vestirono l'abito di Malta dal 1420 e occuparono alti uffici nella Chiesa e nello Stato. Furono insigniti del Toson d'Oro (Monteleone-Terranova, Strongoli) e del Grandato di Spagna di prima classe (Monteleone-Terranova, Belmonte, Strongoli, Fuentes), e Principi del Sacro Romano Impero (Belmonte 1723, Monteleone-Terranova, Strongoli, Fuentes, Cerchiara 1648).
Il loro patrimonio comprese oltre 179 feudi, 18 Contee, 22 Marchesati, 17 Ducati e 14 Principati, dalla Sicilia alla Puglia, dalla Calabria alla Basilicata fino alle Signorie messicane del Valle di Oaxaca. L'elenco completo è riportato più sotto.
A questa Casata appartiene il Pontefice Innocenzo XII, al secolo Antonio Pignatelli dei Marchesi di Spinazzola (Spinazzola 1615 – Roma 1700), 242° Papa della Chiesa Cattolica (1691–1700). La sua linea discende dal capostipite di Cerchiara, Fabrizio I, per il figlio Marzio I (1° Marchese di Spinazzola 1586) e il nipote Francesco (1° Principe di Minervino), padre di Antonio.
Educato dai gesuiti, fu Vicelegato di Urbino, Inquisitore a Malta (1642–1649), Governatore di Viterbo, Arcivescovo titolare di Larissa, Nunzio in Polonia e a Vienna, Arcivescovo di Lecce, poi di Faenza, Legato di Bologna e Arcivescovo di Napoli (1685); creato Cardinale nel 1681. Alla morte di Alessandro VIII il conclave durò cinque mesi: fu eletto Papa come candidato di compromesso tra i cardinali francesi e quelli dell'Impero il 12 luglio 1691.
Con la bolla Romanum decet Pontificem (1692) prese posizione contro il nepotismo, vietando ai Papi di concedere beni, cariche o il cardinalato ai parenti; «i poveri sono i miei nipoti», disse. Contrastò la compravendita di cariche, istituì la Congregazione per la riforma degli Ordini Regolari (1694) e il Forum Innocentianum per l'amministrazione della giustizia; risanò il porto di Anzio. In politica estera inclinò verso la Francia. Morì il 27 settembre 1700, ultimo pontefice a portare abitualmente barba e baffi; gli successe Clemente XI.
La linea che converge nei Principi di Tricase discende per via femminile dai Pignatelli, Principi di Marsiconovo (dal 1677) e di Moliterno (dal 1743). Le figure centrali sono Giovanni Battista I (Principe di Marsiconovo 1677), Girolamo I e Giovanni Battista III (1740–1805), Principe di Moliterno e Marsiconovo, ambasciatore del Regno di Napoli in Francia, sposato a Maria Luisa d'Avalos dei Principi d'Aquino d'Aragona.
Da lui nascono Girolamo III (1773–1848), generale di cavalleria, protagonista della Repubblica Napoletana del 1799, morto senza discendenza, e Maria Emanuela Pignatelli (1775–1818), ultima erede della doppia eredità principesca. Fu lei a portare i Principati di Moliterno e Marsiconovo nella Casa Gallone, sposando nel 1796 Giuseppe Gerardo Gallone, 6° Principe di Tricase. Dai loro cinque figli discende la linea fino a Maria Bianca Gallone e ai Guerri dall'Oro Gallone.
Le tre linee principali.
Da Tommaso, Governatore d'Atri (1431), e dai suoi tre figli nascono le tre Linee principali della Casata. Da quella di Palamede discende, attraverso Cerchiara e Noja, la branca che converge nei Principi di Tricase.
Dalla Linea di Cerchiara (Palamede), per il ramo di Spinazzola, discende anche il Pontefice Innocenzo XII. È invece dalla branca di Marsiconovo e Moliterno che, per via femminile con Maria Emanuela, l'eredità principesca confluisce nella Casa Gallone.
Albero della casata.
I titoli della linea e le grandi dignità
Principi del Regno e del S.R.I.
I principali feudi
Oltre 179 feudi nel Regno.
I possedimenti della Casata — elenco completo
14 Principati, 17 Ducati, 22 Marchesati, 18 Contee.
14 Principati — Belmonte (1619), Castelvetrano (1564), Marsiconovo (1677), Minervino (1624), Moliterno (1743), Monasterace, Montecorvino (1650), Monteroduni (1702), Muro Leccese (1798), Noja (1600), Racale, Supino (1627), Valle, e il Principato del Sacro Romano Impero.
17 Ducati — Acerenza (1593), Alliste, Bellosguardo, Bisaccia (1600), Caivano, Castoria (1715), Corigliano d'Otranto (1798), Girifalco, Montecalvo (1611), Monteleone (1533), Rocca Mondolfa, San Demetrio (1735), San Marco, San Martino (1621), San Mauro, Terranova (1561), Tolve (1678).
18 Contee — Acerra, Borghetto (1564), Borrello (1506), Cerinola, Cerignola, Copertino (1557), Egmont, Fuentes, Melissa, Mesagne, Montavano, Monteleone, Priego, San Giovanni Lappione (1618), Sant'Angelo de' Lombardi (1508), San Valentino, Tuehgl (1715), Vaglio.
22 Marchesati — Argensola, Avola, Caronia, Casalnuovo (1630), Cerchiara (1556), Collelongo (1735), Colletorto (1712), Favara (1559), Galatone (1562), Lauro, Moio, Padula, Paglieta (1603), Sambuca, San Giovanni, San Vincenzo, Spinazzola (1586), Tertiveri, Trentola, Tufara, Vaglios, Valle de Oaxaca (1547).
Signorie in Messico (sotto il Valle di Oaxaca) — Caro, Cotaxilla, Coyocan, Cuernavaca, Etla, Nico, Sancta Maria, Sant'Anna, Tambaya, Tapulia, Tuxilla.
Dignità — Nobili in Roma, Venezia, Sicilia, Spagna e Messico; abito di Malta dal 1420; Toson d'Oro (Monteleone-Terranova, Strongoli); Grandato di Spagna di prima classe (Monteleone-Terranova, Belmonte, Strongoli, Fuentes); Principi del S.R.I. (Belmonte 1723, Cerchiara 1648, e altri rami).
Documenti e immagini
Possedimenti, vedute e Innocenzo XII.