Lignaggio · Tappa 1
Conti Guidi.
Conti di Modigliana e di Porciano, X – XIV sec.
Una delle maggiori casate feudali della Toscana medievale, Conti di Modigliana, di Porciano e Conti Palatini. Legata nel XII secolo a Matilde di Canossa, è l'origine remota della Casa Guerri dall'Oro Gallone: dal ramo di Val d'Ambra discende, dopo cinque secoli, la famiglia attuale.
Storia della casata.
La famiglia comitale dei Conti Guidi fu una delle maggiori casate feudali toscane del Medioevo, attestata dal X al XV secolo. Le sue origini si perdono nel periodo dei longobardi e dei carolingi, e i suoi domini si estesero progressivamente dalla Toscana alla Romagna.
Il capostipite della casata è Tegrimo I († circa 930), Conte di Modigliana nel 925, probabilmente figlio di un Theudelgrimus residente a Pistoia già nell'887. Con il Conte Guido I († circa 963), figlio di Tegrimo I, inizia ufficialmente la dinastia dei Conti Guidi.
Tra i discendenti più celebri figura la serie dei «Guido Guerra». Boccaccio scrive di Guido Guerra, osservando che il soprannome «si crede venisse da un desiderio innato d'arme».
Il Conte Guido Guerra I (Guido V, † 1124) frequentava la corte della contessa Matilde di Canossa a Firenze, e la seguì a Lucca e in Lombardia, fino al suo castello di Brescello, dove ne fu dichiarato figlio adottivo nel 1099, prendendo così il titolo di Marchese.
Nel 1164 il Conte Guido Guerra II (Guido VI, † 1157) ottiene dall'imperatore Federico I Barbarossa un diploma con conferma del titolo di comes Tusciae, la protezione imperiale per sé e per tutti i suoi beni, la concessione delle regalia e dei diritti giurisdizionali su tutte le sue terre — che si estendono ormai dalla Romagna alla Toscana.
Nel 1217, alla morte del Conte Guido Guerra III (Guido VII), i suoi cinque figli — Guido Guerra IV, Ruggiero, Marcovaldo, Aghinolfo e Tegrimo VI — ottengono dall'imperatore Federico II un celebre diploma di conferma, con un elenco di circa duecento feudi.
Morto Ruggiero senza eredi, gli altri quattro fratelli, mediante una nuova divisione di beni, diventano capi di altrettante diramazioni della stessa famiglia. Il grande dominio dei Conti Guidi viene così frazionato in quattro signorie, destinate a una lenta decadenza sotto il continuo incalzare dei Comuni di Firenze e di Pistoia.
Il Conte Guido Guerra IV costituisce il ramo dei Conti di Modigliana e di Poppi/Battifolle; Marcovaldo dà vita ai Conti di Dovadola; Aghinolfo ai Conti di Romena; Tegrimo VI al ramo dei Conti di Porciano, da cui discende la linea che porterà alla Casa attuale. Ogni ramo, pur conservando la partizione originale dello stemma, adotta una bicromia particolare.
Il Conte Tegrimo VI (c. 1175 – c. 1234) dà vita al ramo dei Conti di Porciano, una delle quattro signorie nate dalla divisione del 1217. È da questo ramo che, attraverso Guido dei Conti Guidi (1221–1293), discende la linea che porterà alla Casa attuale.
È inoltre nel ramo di Porciano che il verde entra nello stemma di famiglia: la bicromia bianco-verde, con partizione tipicamente ghibellina (di verde alla sbarra d'argento), accompagnerà la linea attraverso Val d'Ambra fino ai Guerri di Siena. Scopri l'evoluzione completa dello stemma →
Tra i discendenti di Tegrimo VI figurano Corrado, Amerigo, Guido Zeffiro, Conte di Val d'Ambra († circa 1348), e il figlio Giovanni († 1363), che perdono tutti i loro beni nel 1336, a beneficio della Repubblica di Firenze. La bicromia bianco-verde dello stemma è conservata, con partizione tipicamente ghibellina (sbarra d'argento in campo verde).
Il figlio di Giovanni, Pietro, si trasferisce a Siena, perdendo il rango nobile e dovendo assumere un cognome per essere annoverato tra i cittadini senesi: nei documenti usa Guerra, Guerrae, de Guerris, Guerri. Da lui prende avvio il ramo dei Guerri di Siena, dal quale discende, dopo cinque secoli, la Casa Guerri dall'Oro Gallone di Tricase e di Moliterno.
La divisione in quattro rami.
Morto Ruggiero senza eredi, gli altri quattro fratelli — figli di Guido Guerra III — diventano, con una nuova divisione di beni nel 1217, capi di altrettante diramazioni. Il grande dominio dei Conti Guidi si fraziona così in quattro signorie, destinate a una lenta decadenza sotto l'incalzare dei Comuni di Firenze e di Pistoia. Da una di esse — Porciano — discende la Casa attuale.
Ogni ramo, pur conservando la partizione originale dello stemma, adotta una bicromia particolare. È nel ramo di Porciano che il verde entra nello stemma di famiglia: la bicromia bianco-verde, con partizione tipicamente ghibellina (sbarra d'argento in campo verde), accompagnerà la linea fino ai Guerri di Siena. Scopri l'evoluzione completa dello stemma →
Albero della casata.
Titoli nobiliari dei Conti Guidi
Conti e Conti Palatini.
I possedimenti e i feudi