« IL PROFETA »
(n. 570 - + 632)

Maometto nasce alla Mecca nel 571. Il padre ‘Abd Allah muore poche settimane prima della sua nascita. A sei anni perse anche la madre. Dopo due anni morì anche il nonno che si era preso cura di lui. Il piccolo Maometto viene seguito dallo zio, Abu Talib, personaggio povero ma molto rispettato per la sua integrità e la sua generosità. La Mecca era un centro commerciale, carovaniero, così Maometto divenne un mercante e accompagnava Abu Talib nei suoi viaggi in Siria e Palestina.
Un giorno a un mercante dello Yemen fu tolta con l’inganno la sua mercanzia da un gruppo di meccani. Così questi scrisse una poesia satirica e la recitò in pubblico perché tutti l’ascoltassero. Venne riunita l’assemblea degli anziani e venne istituito un ordine cavalleresco con lo scopo di proteggere gli oppressi della città, abitanti o visitatori che fossero. Il giovane Maometto diventò un membro entusiasta di quest’organizzazione che fu chiamata Hilf al-Fudul (591). Oltre ciò Maometto aiutò spesso gli abitanti della Mecca a risolvere le loro dispute. Una volta la Kaaba si incendiò e fu completamente distrutta dal fuoco. Quando fu ricostruita, tutti clan della Mecca parteciparono alla sua ricostruzione, ma quando fu il momento di sistemare nel muro la sacra pietra nera, sorse una disputa tra i capi: tutti rivendicavano l’onore di posare la pietra. Alla fine decisero di comune accordo di scegliere un arbitro per risolvere la questione. Venne scelto il giovane Maometto. Egli stese un lenzuolo bianco sul pavimento, vi pose al centro la pietra nera e chiese a tutti i capi di prendere il lenzuolo e di portare la pietra verso il suo posto. Lì Maometto sistemò la pietra nel muro (605). Per la sua saggezza, integrità e onestà Maometto venne soprannominato al-amin “l’affidabile”, “il fidato”.
Un giorno quando Maometto aveva 23 anni (594) lo zio Abu Talib lo mandò a guidare in Siria una carovana di Khadijah, una ricca vedova. Le qualità di Maometto suscitarono l’ammirazione di Khadijah che l’anno dopo, nel 595, gli chiese di sposarla e Maometto accettò. La vedova, quarantenne, aveva 15 anni più di lui.
Maometto diffuse il suo messaggio, in segreto, prima tra gli amici intimi e poi tra i membri del suo clan. A mano a mano che i seguaci aumentavano, cominciò a predicare più liberamente alla Mecca e nelle comunità vicine. I meccani non accettavano però il fatto che qualcuno attaccasse i loro dei e le loro antiche credenze. Diedero così inizio ad una campagna persecutoria contro il Profeta e il piccolo gruppo dei suoi seguaci. Obbligavano i musulmani a stendersi sulla sabbia rovente, ponevano enormi massi sul loro petto e versavano loro addosso ferro fuso. Diversi dei primi convertiti morirono, ma nessuno rinnegò la nuova fede. Quando l’oppressione divenne insopportabile, Maometto consigliò ai suoi fedeli di abbandonare la Mecca per l’Abissinia, cosa che molti fecero.
I meccani provarono a cambiare tattica: Maometto voleva forse la ricchezza o diventare un capo? Bastava che smettesse di predicare. Maometto rispose con fermezza: “Nel nome di Dio, se mettessero il sole nella mia mano destra e la luna nella mia mano sinistra, non lo farei”. Allora i meccani cercarono di toglierli la protezione di Abu Talib e quindi del suo clan. Ma Abu Talib si rifiutò di consegnare Maometto ai meccani affinché lo uccidessero. I capi meccani decisero allora di isolare completamente Maometto e i suoi seguaci. Nessuno doveva parlare o intrattenere rapporti d’affari con loro. Anche le tribù che vivevano nei dintorni della Mecca aderirono al boicottaggio.
Durante questo duro periodo due gravi perdite colpirono Maometto: nel 619 morirono Abu Talib, lo zio che lo aveva sempre protetto, e l’amatissima moglie Khadijah. Questi eventi privarono Maometto di fondamentali sostegni pratici e affettivi. Ma nel 620 Dio concesse a Maometto un eccezionale esperienza: un incontro con Dio. Il mistico “viaggio notturno” dalla Mecca a Gerusalemme, seguito dall’ascensione al cielo. Scortato dalla sua guida celeste, Gabriele, Maometto ascese uno per uno i sette cieli incontrando i profeti principali che lo avevano preceduto: Mosè, Gesù, Abramo e Adamo, che per l’Islâm è il primo profeta. Al di là del settimo cielo Maometto oltrepassò i veli che coprono ciò che è nascosto e vide ciò che non è esprimibile, né immaginabile. Da questo viaggio Maometto riportò l’istituzione delle cinque preghiere quotidiane. Tutto ciò avvenne in un attimo.
Così il Corano ricorda l’avvenimento: “Gloria a colui che di notte trasportò il suo servo dal Tempio Sacro al Tempio più remoto, di cui abbiamo benedetto il recinto, per mostrargli alcuni dei nostri segni. […] si avvicinò e restò sospeso, si avvicinò a due tiri d’arco o più vicino ancora e rivelò al suo servo quello che gli rivelò. […] Il suo sguardo non deviò né si rivolse altrove, e certo egli vide il segno più grande del suo Signore” (XVII, 1/LIII, 8-18).
Nel 622 alcuni convertiti di Yathrib, Medina, importante centro a circa trecento chilometri dalla Mecca, offrirono a Maometto e ai suoi di trasferirsi nella loro città. Vista l’intollerabilità della situazione alla Mecca, Maometto accettò. Nel frattempo i meccani avevano deciso di ucciderlo. Il giorno stabilito entrarono in casa sua con l’intenzione di pugnalarlo nel sonno. Ma Maometto era appena partito per Medina e nel suo letto, per ingannare i meccani, si era disteso Ali. Un gruppo di meccani si gettò all’inseguimento. Maometto e Abu Bakr si nascosero in una grotta e successivamente raggiunsero sani e salvi Medina.
Questa emigrazione, l’egira, segna l’inizio del calendario musulmano, che è un calendario lunare, basato esclusivamente sulle fasi lunari. L’anno musulmano non tiene in considerazione i mutamenti stagionali. È più corto di 11 giorni rispetto al nostro e di conseguenza attraversa tutte le stagioni solari ogni trentadue anni e mezzo. Così se il mese del digiuno, il ramadan, cade in piena estate in un anno, dopo trentadue anni e mezzo cadrà nella stagione fredda. A Medina Maometto istituì una città stato cui diede la prima costituzione scritta nota. Inoltre Maometto stabilì anche accordi e alleanze con le comunità che vivevano nei dintorni della città.
I meccani non gradivano questa situazione, in quanto Maometto e la sua comunità medinese costituivano un polo di attrazione per i meccani che desideravano convertirsi all’Islâm e così nel 624, dopo una meticolosa preparazione, un esercito di mille guerrieri perfettamente armati, molti dei quali a cavallo, marciò dalla Mecca su Medina. Maometto decise di affrontare l’esercito nemico fuori dalla città nella pianura di Badr. 313 musulmani, male equipaggiati, con due cavalli e settanta cammelli si scontrarono con i meccani e, dopo una cruenta e breve battaglia, i meccani vennero sconfitti, lasciando sul campo settanta morti e settanta prigionieri, oltre a gran parte del loro equipaggiamento. Alcuni giorni dopo la battaglia Maometto rilasciò i prigionieri catturati. La sconfitta di Badr accrebbe nei meccani l’odio per Maometto e la comunità musulmana.
L’anno dopo marciarono nuovamente contro Medina in tremila bene armati. Ad affrontarli c’erano questa volta settecento musulmani alle pendici del monte Uhud. Anche questa battaglia fu breve e cruenta. Le linee meccane vennero rotte e i combattenti respinti. Un gruppo di arcieri musulmani che si trovava sulla cima del monte Uhud con l’ordine di non muoversi, vedendo profilarsi una vittoria, abbandonò la posizione. Questo consentì ai meccani di ricomporre le file e riattaccare. Così una vittoria certa si trasformò in una parziale sconfitta. Settanta musulmani vennero uccisi e lo stesso Maometto venne ferito, ma l’esercito meccano venne comunque fermato ai piedi dell’altura. A quel punto i meccani decisero di ritirarsi promettendo di tornare l’anno dopo.
Il 626 venne trascorso dai meccani nei preparativi di una grande campagna che portasse alla definitiva distruzione dei musulmani. A tal scopo si allearono con varie tribù, anche ebraiche, stanziate nei dintorni di Medina e misero insieme un poderoso esercito di diecimila alleati. Maometto chiamò a consulto i suoi compagni per decidere quale strategia seguire e su consiglio di Salman al-Farsi, un persiano convertito all’Islâm, decisero di difendere la città scavando un fossato tutt’intorno. Per venti giorni e venti notti tutti i musulmani, compreso lo stesso Maometto, lavorarono alacremente per circondare la città con un immenso fossato. L’esercito meccano restò disorientato di fronte al fossato, in quanto una cosa simile non si era mai vista in Arabia, e dopo trenta giorni e trenta notti di infruttuosi assalti si ritirarono. Infine nel 628 Maometto convinse i meccani a stipulare un patto: il trattato di Hudaybiyyah. A questo punto Maometto si dedicò sempre più a diffondere l’Islâm, inviando emissari presso i governanti dei paesi vicini. Molti di questi emissari vennero uccisi.
Nel frattempo, nonostante la tregua, i meccani più volte aggredirono i musulmani e razziarono le loro carovane. Così nel 630 Maometto inviò un ultimatum alla gente della Mecca: o rispettate il trattato stipulato tra noi o lo considerate definitivamente nullo. I meccani scelsero la seconda ipotesi e così Maometto con un esercito di diecimila musulmani si presentò alle porte della Mecca. I meccani impauriti si arresero. Contrariamente a quello che tutti si aspettavano, Maometto chiese ai capi della Mecca “Che cosa vi aspettate da me?”. Quelli non risposero e Maometto disse: “Possa Dio perdonarvi. Andate in pace. A voi dico quello che Giuseppe disse ai suoi fratelli: oggi non cadrà su di voi alcuna responsabilità. Siete liberi”.
Nel 631 dopo aver compiuto il suo pellegrinaggio alla Mecca, Maometto tenne il suo “discorso d’addio” ai 124.000 musulmani che si erano raccolti nella valle di ‘Arafat: “Non so se dopo quest’anno io sarò ancora tra voi. O popolo, proprio come ora consideri sacri questo mese, questo giorno, questa città, allo stesso modo dovrai considerare sacro affidamento la vita e la proprietà di ogni musulmano. Restituisci i beni che ti sono stati affidati ai loro legittimi proprietari. Non fare del male a nessuno cosicché nessuno faccia del male a te. […] Aiuta i poveri e vestili come vestiresti te stesso. Ricorda! Un giorno comparirai al cospetto di Dio e dovrai rispondere delle tue azioni. Dunque: attento ! Non allontanarti dalla via della rettitudine, quando io sarò scomparso. O popolo, nessun profeta né apostolo verrà dopo di me e non nasceranno nuove fedi […] È vero che hai determinati diritti per quanto riguarda le tue donne, ma anche loro hanno dei diritti su di te. Trattale bene perché loro sono il tuo sostegno. […] Lascio due cose dietro di me: il Corano e il mio esempio, e se seguirai queste due guide non cadrai in errore. […] Adora Dio, recita le tue preghiere, digiuna nel mese di ramadan ed elargisci le tue ricchezze caritatevolmente. Tutti i credenti sono fratelli, tutti hanno gli stessi diritti e le stesse responsabilità. A nessuno è permesso di prendere ad un altro ciò che questi non gli offre spontaneamente. Nessuno è superiore ad un altro se non in virtù”. A questo punto Maometto si rivolse al cielo e disse: “Sii mio testimone, o Dio, che ho portato il tuo messaggio al mio popolo”. E tutta la valle rispose “In verità tu lo hai fatto, mio signore”.
Pochi mesi dopo il suo ultimo discorso, Maometto si ammalò e nel 632, a 61 anni, morì. La comunità musulmana e gli stessi compagni più vicini a Maometto, si rifiutavano di riconoscere la morte del Profeta. Allora Abu Bakr, uno dei primi e più fedeli compagni di Maometto, nonché suo suocero, uscì dalla dimora di Maometto salì sui gradini della moschea e disse alla folla “O popolo, in verità, chiunque adori Maometto sappia che Maometto è morto. Ma chiunque adori Dio sappia che Dio è sempre vivo”.

L’espansione dell’Islam
Le tappe successive dell’avanzata araba, in rosso sino alla morte di Maometto (632), in arancio durante l’età dei califfi elettivi (632-661), in giallo sotto le dinastie degli Omàyyadi e degli Abbàsidi. La linea verde indica i limiti dell’Impero romano d’Oriente quando l’Islàm incominciò ad espandersi fuori dell’Arabia, la linea rossa i limiti dell’Impero persiano, allora retto dai Sassanidi. Le frecce volte verso Poitiers e Costantinopoli segnano il momento (tra il 718 e il 732) in cui la cristianità parve sul punto di essere travolta. La freccia più grande a destra, indica la direzione verso cui il mondo islamico si diffuse con nuovo slancio dopo l’avvento dei Turchi, volgendosi soprattutto verso l’Asia (1193).
I QURAYSHITI
Banu Quraysh (letteralmente I figli di Quraysh), o semplicemente Quraysh è il nome assunto dalla tribù araba stanziata alla Mecca nel VII secolo d. C. Le origini della tribù non sono note. Il nome Quraysh non ci aiuta perché non è in grado di identificare un eponimo reale, anche se sarà in seguito affermato che Quraysh fosse il soprannome di un fantomatico Fihr. Un’altra ipotesi parla di una chiamata a raccolta di elementi eterogenei afferenti alla stirpe probabilmente dei Kinàna, stanziata in Hijāz. Merito di una tale costituzione tribale sarebbe da attribuire a Qusayy, un personaggio del quale sembra maggiormente probabile tracciare un’esistenza reale. Non si sa neppure se i Quraysh fossero di provenienza araba meridionale “qahtanide” (dal biblico Qahtan), o se andassero riferiti a quel vasto insieme di stirpi adnanidi (dal biblico Adnan), improntate al nomadismo e stanziate nelle aree settentrionali peninsulari, che rivendicavano una maggior “nobiltà” rispetto alle stirpi meridionali.
In un’epoca imprecisata, Mecca sarebbe appartenuta ai Banu Jurhum. A loro volta i Banu Jùrhum avrebbero dovuto accettare il predominio dei Banu Khuzà’a, assoggettati poi dalla stirpe dei Kinàna cui, come detto, appartenevano forse i Qurayshiti. In epoca preislamica i Qurayshiti avrebbero tratto grandi vantaggi dalla gestione del santuario urbano della Ka’ba, normalmente dedicato alla divinità oracolare di Hubal ma presto apertosi al culto della tante altre divinità venerate in tutta la Penisola arabica. Attività specifica dei Qurayshiti erano i traffici carovanieri che collegavano, passando per la Mecca, le coste mediterranee al meridione dell’Arabia, e questo grazie alla buona capacità guerriera della tribù che in seguito, avrà modo di esprimersi ampiamente in età islamica. Come ogni altra tribù, i Quraysh erano articolati in clan, lignaggi e famiglie nucleari. All’epoca del Profeta Maometto, i principali e più potenti clan erano i Banu Makhzūm e i Banu Abd Shams, ma ogni clan aveva una sua visibilità e godeva di grande rispetto.
Ascendenza qurayshita di Maometto
Dodici generazioni dei Banu Quraysh, dal capostipite Fihr Ibn Malik fino a Maometto « il Profeta ».
Ascendenza qurayshita
- Quraysh (Fihr) Ibn Malik dei QurayshitiLayla
- Ghalib Ibn Quraysh dei QurayshitiAtika
- Luayy Ibn Ghalib dei QurayshitiMawya
- Kab Ibn Luayy dei Qurayshiti
- Murrah Ibn Kab n. 337 dei QurayshitiHind
- Kilab Ibn Murrah n. 365c., † 400c. dei QurayshitiFatima Bint Saad
- Qusayy Ibn Kilab Zayd «Mujammi» n. 400c., † 440c. dei Qurayshiti, Governatore della MeccaHubba Bint Hulayl n. 405c. dei Khuzaiditi
- Abd Al Mujira Al Menâf Ibn Qusayy n. 430c. dei QurayshitiAtika n. 444c. dei Banu Qays Aylan
- Hamr Hashim Ibn Abd Menaf dei QurayshitiSalma Bint Adi Al Khazraji
- Abd El Muttalib Ibn Hashim n. 497c., † 579 dei QurayshitiFatima (Selma) Bint Amr dei Banu Makhzum
- Abd Allah n. 554c., † 571 dei QurayshitiAmina Bint Wahb n. 542c., † 577 dei Qurayshiti (Zuhrah)
- Maometto / Muhammad n. 570, † 632 dei Qurayshiti · « il Profeta », Fondatore dell'Islam

Il nome del Profeta
La questione della discendenza Maomettana
La discendenza maomettana é la recensione delle dinastie e famiglie che pretendono avere Maometto nella loro ascendenza.
Certi autori mussulmani negano che Maomettto abbia avuto una discendenza, altra che sprituale. Ma esistono numerose biografie di Maometto, scritte da storici mussulmani e non mussulmani, e in grande maggioranza é detto che solo la figlia di Maometto, Fatima Al Zahra, sposata con Ali, cugino di Maometto, ha lasciato due figli con una discendenza perfettamente conosciuta, Al Husayn (da cui gli Alidi Husainidi) e Al Hasan (da cui gli Alidi Hasanidi).
Il termine « sayyid » é stato usato per indicare chi appartenga alla famiglia del Profeta (la Ahl al-Bayt). In particolare è usato per identificare la discendenza maschile e femminile di Ali e Fatima.
Nel mondo arabo generalmente gli Alidi Hasanidi sono chiamati « sharifi ». Gli Alidi Hasanidi costituiscono la totalità degli « sayydidi » dell’Africa settentrionale e la grande maggioranza di quelli del Hedjaz; gli Alidi Husainidi la totalità di quelli dello Yemen e del Hadramaut, e dei « sayydidi » sciiti. In Marocco, le dinastie Idriside, Saadita e alawide sono dette sharifiane. La dinastia Hashemita, antica dinastia sharifiana della Mecca, nel Hedjaz, é l’antica dinastia regnante in Irak e in Siria e l’attuale dinastia regnante in Giordania. I discendenti da questi lignaggi avrebbero conservato il loro albero genealogico, imparato a memoria e trasmesso da una generazione all’altra.
a) Zayda (poi Isabella) DEGLI ABBADIDI
Per quel che riguarda le dinastie occidentali, l’a discendenza da Maometto la più probabile passa per Zayda degli Abbadidi (Banu Abbad), (n. 1063c., + 1107). Secondo fonti iberiche, mussulmane e cristiane, Zayda era la figlia di Mohammed III “Al Mutamid” “Benqbet”, 3° Emiro di Siviglia (Taifa). Dopo la presa di Siviglia, Zayda si rifugia presso il Re di Castiglia, Alfonso VI, di cui diventa l’amante e poi la moglie, e si converte al cattolicesimo con il nome di Isabella.
Altre fonti, mussulmane, dicono che Zayda era la moglie, e poi la vedova, del figlio di Mohammed III “Al Mutamid”, ma il vero motivo dell’occultamento delle origini di Zayda é che un religioso mussulmano, Al Tartushi, ha dettato una “fatwa” (opinione islamica) perché il nome di “Al Mutamid” non sia connesso alla conversione di Zaida e al suo matrimonio con un cristiano !
Zayda fu inumata nel monastero di Sahagun, con l’iscrizione : “H.R. Regina Elisabeth, uxor regis Adefonsi, filia Benabet Regis Sevillae, quae prius Zayda, fuit vocata”. La tomba é stata poi trasferita a Leon, dove il sepolcro e l’iscrizione sono ancora visibili.
La connessione tra Maometto « il Profeta » e Zayda degli Abbadidi (Banu Abbad) si fa sia tramite gli Alidi Hasanidi, sia tramite gli Alidi Huseinidi (cf. Discendenze A e B).
b) Zayra DEGLI OMAYYADI (Cordova)
Esiste anche la possibilità, meno verosimile, di una discendenza Alide Huseinide che arriverebbe a Ishar , figlia supposta del 10° Imam Sciita d’Irak, Ali ibn Muhammad “Al Hadi”, che avrebbe sposato Muhammad I degli Omayyadi, 5° Emiro di Cordova, da cui discende Zayra degli Omayyadi che sposa Lovesendo Ramirez « El cid de Leon », dei Re di Leon. Ma Ishar é probabilmente una schiava ! (cf. Discendenza C).
c) Lovesendo Ramirez « El Cid de Leon »
Resta un’ultima possibilità, che fa discendere Lovesendo Ramirez, « El Cid de Leon », da Maometto tramite la dinastia Idrisside marocchina. Nella maggior parte delle genealolgie usuali, Lovesendo Ramirez risulta essere un figlio naturale di Ramiro II Re di Leon e di Ortiga dei Signori di Monterroso. Altre versioni lo dicono figlio di Ramiro II e di Adosinda Gutierrez Osorio. Ma Lovesendo potrebbe anche essere figlio di un primo marito di Adosinda, l’idrisside Fethe (Fehr) Fikhri, poi adottato da Ramiro II. (cf. Discendenza D).
Altre ipotesi sono state fatte, ancora meno probabili, tutte relative agli Omayyadi, Califfi di Damasco e poi di Cordova :
- Discendenza da Kuttum Umm Kashim, figlia di Maometto « il Profeta » e di Khadija, che avrebbe sposato Yazid I degli Omayyadi, 2° Califfo di Damasco. Ma l’esistenza di Kuttum Umm Kashim é più che dubbia !
- Discendenza da Ruqayyah, figlia di Maometto « il Profeta » e di Khadija, sposata con Othman degli Omayyadi, 3° Califfo storico, e cha avrebbe avuto una figlia, Aisha, sposata con Marwan I degli Omayyadi, 4° Califfo di Damasco. Ma Aisha é probabilmente figlia di Othman e di Naylah Bint Fraizah !
- Discendenza da Umm Kulthum, figlia di Maometto « il Profeta » e di Khadija, e dal primo marito, Utayba Ibn Abu Lahab, tramite la loro figlia, Ayyub, sposata con Abd Al Malik degli Omayyadi, 11° Califfo di Damasco. Ma l’esistenza di Ayyub é più che dubbia !
A. Discendenza per gli ALIDI (HASANIDI), i LAKHMIDI e gli ABBADIDI
Alidi Hasanidi → Lakhmidi → Abbadidi (Emiri di Siviglia) → Castiglia → Altavilla (Re di Sicilia) → Conti Guidi → Guerri / Guerri dall'Oro → confluenza nella linea principale Tricase con le nozze Aldo Guerri dall'Oro ∞ Simonetta della Posta (1939).
Branca A — Hasanidi → Abbadidi → Castiglia → Guerri dall'Oro
- Maometto / Muhammad n. 570, † 632 dei Qurayshiti · « il Profeta », Fondatore dell'IslamKhadija bint Khuwaylid n. 566, † 619 dei Qurayshiti
- Fatima Al Zahra bint Muhammad n. 606, † 632 dei QurayshitiAli ibn Abu Talib n. 599, † 661 dei Qurayshiti · 4° Califfo storico 656–659 (dep), 1° Imam (Sciiti) 656–659
- Al Hasan I ibn Ali n. 625, † 669 dei Qurayshiti (Alidi) · 5° Califfo storico 661–661 (dep), 2° Imam (Sciiti) 661–669Umm Eshaq Bint Talha
- Al Husayn «Al-Athram» ibn Al Hasan degli Alidi (Hasanidi)
- Zohra «Al Lakhmi» bint Al Husayn n. 700c. degli Alidi (Hasanidi)Abu Farisi ibn Abu Abed Al Hirah dei Lakhmidi
- Nahim I ibn Abu Farisi Al Lakhmi dei Lakhmidi
- Nahim II ibn Nahim Al Lakhmi dei Lakhmidi
- Itaf ibn Nahim dei Lakhmidi
- Amr ibn Itaf dei Lakhmidi
- Aslan ibn Amr dei Lakhmidi
- Amr ibn Aslan dei Lakhmidi
- Abbad ibn Amr n. 894c. dei Lakhmidi
- Qasim (Qarais) ibn Abbad n. 924c. degli Abbadidi · Imam di SivigliaFatima bint Ismael Al Mansour dei Fatimidi, dei Califfi d'Ifrikaya
- Ismael ibn Qasim n. 954c., † 1019 degli Abbadidi · Celebre giurista, Imam di Siviglia, Qadi di Siviglia
- Mohammed I «Al Qadi» n. 984c., † 1042 degli Abbadidi · 1° Emiro di Siviglia (Taifa) 1023–1042
- Mohammed II «Al Mutadid» n. 1014, † 1069 degli Abbadidi · 2° Emiro di Siviglia (Taifa) 1042–1069F delle Baleari n. 1019c. dei Signori delle Baleari e di Denia
- Mohammed III «Al Mutamid», «Benqbet» n. 1040, † 1095 degli Abbadidi · 3° Emiro di Siviglia (Taifa) 1069–1091 (dep)Itamid
- Zayda (poi Isabella) n. 1063c., † 1107 degli Abbadidi, degli Emiri di Siviglia (Taifa)Alfonso VI «il Bravo» di Castiglia n. 1040, † 1109 3° Re di Castiglia 1072–1109
- Albiera (Elvira) di Castiglia n. 1102, † 1145 dei Re di CastigliaRuggero II «il Giovane» d'Altavilla n. 1095, † 1154 3° Conte di Sicilia 1105–1127, 4° Duca di Puglia e di Calabria 1127–1130, 1° Re di Sicilia 1130–1141
- Ruggero III d'Altavilla n. 1119, † 1149 dei Re di Sicilia, 5° Duca di Puglia 1131–1149Emma d'Altavilla Contessa di Lecce
- Tancredi d'Altavilla f. nat., n. 1141, † 1194 Conte di Lecce, 4° Re di Sicilia 1190–1194Sibilla «di Medania» d'Aquino n. 1146c. dei Conti dell'Acerra
- Albiera (Elvira) d'Altavilla † 1231 dei Re di Sicilia, Contessa di LecceTegrimo VI dei Conti Guidi † 1234c. Conte di Porciano, Conte Palatino
- Guido dei Conti Guidi n. 1221, † 1293 Conte di Modigliana, Conte di PorcianoAdalasia da Panigo † 1294 dei Conti da Panigo
- Corrado dei Conti Guidi † 1291 dei Conti di Porciano, Conte di Val d'AmbraBartolomea di Mangona dei Conti di Mangona
- Amerigo dei Conti Guidi † 1300 dei Conti di Porciano, Conte di Val d'AmbraCantina
- Guido «Zeffiro» dei Conti Guidi † 1348 dei Conti di Porciano, Conte di Val d'Ambra (perde tutti i suoi beni nel 1336)Costanza
- Giovanni dei Conti Guidi † 1363 dei Conti di Porciano, dei Conti di Val d'AmbraOrsa de' Pazzi † 1361
- Pietro Guerra / Guerrae / De Guerris / Guerri Cittadino di Siena (da lui il patronimico « Guerri »)
- Giovanni «Tempesta» Guerra / Guerri Cittadino di Siena
- Piero Guerra / Guerri Cittadino di Siena
- Giovanni Battista Guerra / Guerri Cittadino di Siena
- Domenico Guerra / Guerri Cittadino di Siena
- Piero Guerra / Guerri v. 1542 Cittadino di Siena
- Domenico Guerri † 1573 Cittadino di Siena
- Pietro Guerri † 1611 NobileAnna del Marzaro Nobile
- Giovanni Battista Guerri n. 1589, † 1662 NobileMaria de' Baroncelli Nobile
- Giuseppe Guerri n. 1633, † 1700 NobileMaria di Livo
- Francesco Guerri n. 1671, † 1737 NobileMaria Vestri n. 1671, † 1752 Nobile
- Anton Cesario Guerri n. 1706, † 1792 NobileMaria Alessandra Tanzi n. 1610 Nobile
- Francesco Maria Guerri n. 1740, † 1808 NobileMaria Angela Vestri n. 1742, † 1809 Nobile
- Pier Lorenzo Guerri n. 1784 NobileMaria Domenica Papini n. 1793 Nobile
- Pietro Giovanni Guerri dall'Oro n. 1819, † 1880 Nobile, Ufficiale presso la Corte Granducale di Toscana (aggiunge il cognome Dall'Oro)Dejanira dall'Oro n. 1835, † 1900 Nobile, ultima della sua Casa
- Pietro Quinto Guerri dall'Oro n. 1874, † 1944 Nobile, Colonnello dei CarabinieriElena Bisi n. 1886, † 1960 Nobile
- Aldo Guerri dall'Oro n. 1913, † 2004 Conte Guerri dall'OroSimonetta della Posta n. 1916, † 1986 dei Duchi di Civitella Alfedena
→ La prosecuzione della linea dopo il 1939 (Guido → Simon → Léon) è documentata sulle schede Aldo Guerri dall’Oro, della Posta, Guido Guerri dall’Oro Gallone e Simon Guerri dall’Oro Gallone.
B. Discendenza per gli ALIDI (HUSAINIDI), gli ISMAELITI, i FATIMIDI e gli ABBADIDI
Alidi Husainidi → Ismaeliti → Fatimidi (Califfi d'Ifrikaya) → Abbadidi (Emiri di Siviglia) → Castiglia → Altavilla → Conti Guidi → Guerri / Guerri dall'Oro → confluenza nella linea principale Tricase con le nozze Aldo Guerri dall'Oro ∞ Simonetta della Posta (1939). Dopo il matrimonio Qasim ∞ Fatima bint Ismael Al Mansour la catena è identica alla Branca A.
Branca B — Husainidi → Ismaeliti → Fatimidi → Abbadidi → Guerri dall'Oro
- Maometto / Muhammad n. 570, † 632 dei Qurayshiti · « il Profeta », Fondatore dell'IslamKhadija bint Khuwaylid n. 566, † 619 dei Qurayshiti
- Fatima Al Zahra bint Muhammad n. 606, † 632 dei QurayshitiAli ibn Abu Talib n. 599, † 661 dei Qurayshiti · 4° Califfo storico 656–659 (dep), 1° Imam (Sciiti) 656–659
- Al Husayn ibn Ali n. 626, † 680 dei Qurayshiti (Alidi) · 3° Imam (Sciiti) 669–680Umm Ishac (Harar) dei Sassanidi, dei Shahanshah di Persia
- Ali Zayn Al Abidin ibn Al Husayn n. 658, † 712 degli Alidi (Husainidi) · 4° Imam (Sciiti) 680–712Fatima bint Hasan degli Alidi (Hasanidi)
- Muhammad Al Baqir ibn Ali n. 676, † 743 degli Alidi (Husainidi) · 5° Imam (Sciiti) 712–743Umm Farwah bint Qasim
- Djafar Al Sadikh ibn Muhammad n. 702, † 765 degli Alidi (Husainidi) · 6° Imam (Sciiti) 743–765Fatima bint Al Husayn degli Alidi (Hasanidi)
- Ismail Al Wafi Ibn Jafar n. 721c., † 762c. degli Ismaeliti · (7°) Imam (Ismaeliti)
- Muhammad «Al Maktum» ibn Ismail degli Ismaeliti · 7° Imam « occulto » (Ismaeliti) 760–813
- Abd Allah ibn Muhammad «Al Wafi», «Ar Radi» n. 766, † 828 degli Ismaeliti · 8° Imam « occulto » (Ismaeliti) 813–828
- Ahmad Ibn Abd Allah «Muhammad At Taqîy» n. 790, † 840 degli Ismaeliti · 9° Imam « occulto » (Ismaeliti) 828–840
- Husayn Ibn Ahmad Abu Abd Allah «Az Zaki» n. 825, † 881 degli Ismaeliti · 10° Imam « occulto » (Ismaeliti) 840–881
- Ubayd Allah Al Mahdi n. 873, † 934 dei Fatimidi · Imam 881–911, 1° Califfo d'Ifrykaya (Africa del Nord) 911–934
- Al Qaim Bi-Amr Allah n. 894, † 946 dei Fatimidi · 2° Califfo d'Ifrykaya 934–946Karima
- Ismail Al Mansur n. 913, † 953 dei Fatimidi · 3° Califfo d'Ifrykaya 946–953
- Fatima (Dinja) bint Ismael Al Mansour dei Fatimidi, dei Califfi d'IfrikayaQasim (Qarais) ibn Abbad n. 924c. degli Abbadidi · Imam di Siviglia
- Ismael ibn Qasim n. 954c., † 1019 degli Abbadidi · Celebre giurista, Imam di Siviglia, Qadi di Siviglia
- Mohammed I «Al Qadi» n. 984c., † 1042 degli Abbadidi · 1° Emiro di Siviglia (Taifa) 1023–1042
- Mohammed II «Al Mutadid» n. 1014, † 1069 degli Abbadidi · 2° Emiro di Siviglia (Taifa) 1042–1069F delle Baleari n. 1019c. dei Signori delle Baleari e di Denia
- Mohammed III «Al Mutamid», «Benqbet» n. 1040, † 1095 degli Abbadidi · 3° Emiro di Siviglia (Taifa) 1069–1091 (dep)Itamid
- Zayda (poi Isabella) n. 1063c., † 1107 degli Abbadidi, degli Emiri di Siviglia (Taifa)Alfonso VI «il Bravo» di Castiglia n. 1040, † 1109 3° Re di Castiglia 1072–1109
- Albiera (Elvira) di Castiglia n. 1102, † 1145 dei Re di CastigliaRuggero II «il Giovane» d'Altavilla n. 1095, † 1154 1° Re di Sicilia 1130–1141
- Ruggero III d'Altavilla n. 1119, † 1149 dei Re di Sicilia, 5° Duca di Puglia 1131–1149Emma d'Altavilla Contessa di Lecce
- Tancredi d'Altavilla f. nat., n. 1141, † 1194 Conte di Lecce, 4° Re di Sicilia 1190–1194Sibilla «di Medania» d'Aquino n. 1146c. dei Conti dell'Acerra
- Albiera (Elvira) d'Altavilla † 1231 dei Re di Sicilia, Contessa di LecceTegrimo VI dei Conti Guidi † 1234c. Conte di Porciano, Conte Palatino
- Guido dei Conti Guidi n. 1221, † 1293 Conte di Modigliana, Conte di PorcianoAdalasia da Panigo † 1294 dei Conti da Panigo
- Corrado dei Conti Guidi † 1291 dei Conti di Porciano, Conte di Val d'AmbraBartolomea di Mangona dei Conti di Mangona
- Amerigo dei Conti Guidi † 1300 dei Conti di Porciano, Conte di Val d'AmbraCantina
- Guido «Zeffiro» dei Conti Guidi † 1348 dei Conti di Porciano, Conte di Val d'Ambra (perde tutti i suoi beni nel 1336)Costanza
- Giovanni dei Conti Guidi † 1363 dei Conti di Porciano, dei Conti di Val d'AmbraOrsa de' Pazzi † 1361
- Pietro Guerra / Guerrae / De Guerris / Guerri Cittadino di Siena (da lui il patronimico « Guerri »)
- Giovanni «Tempesta» Guerra / Guerri Cittadino di Siena
- Piero Guerra / Guerri Cittadino di Siena
- Giovanni Battista Guerra / Guerri Cittadino di Siena
- Domenico Guerra / Guerri Cittadino di Siena
- Piero Guerra / Guerri v. 1542 Cittadino di Siena
- Domenico Guerri † 1573 Cittadino di Siena
- Pietro Guerri † 1611 NobileAnna del Marzaro Nobile
- Giovanni Battista Guerri n. 1589, † 1662 NobileMaria de' Baroncelli Nobile
- Giuseppe Guerri n. 1633, † 1700 NobileMaria di Livo
- Francesco Guerri n. 1671, † 1737 NobileMaria Vestri n. 1671, † 1752 Nobile
- Anton Cesario Guerri n. 1706, † 1792 NobileMaria Alessandra Tanzi n. 1610 Nobile
- Francesco Maria Guerri n. 1740, † 1808 NobileMaria Angela Vestri n. 1742, † 1809 Nobile
- Pier Lorenzo Guerri n. 1784 NobileMaria Domenica Papini n. 1793 Nobile
- Pietro Giovanni Guerri dall'Oro n. 1819, † 1880 Nobile, Ufficiale presso la Corte Granducale di Toscana (aggiunge il cognome Dall'Oro)Dejanira dall'Oro n. 1835, † 1900 Nobile, ultima della sua Casa
- Pietro Quinto Guerri dall'Oro n. 1874, † 1944 Nobile, Colonnello dei CarabinieriElena Bisi n. 1886, † 1960 Nobile
- Aldo Guerri dall'Oro n. 1913, † 2004 Conte Guerri dall'OroSimonetta della Posta n. 1916, † 1986 dei Duchi di Civitella Alfedena
→ La prosecuzione della linea dopo il 1939 (Guido → Simon → Léon) è documentata sulle schede Aldo Guerri dall’Oro, della Posta, Guido Guerri dall’Oro Gallone e Simon Guerri dall’Oro Gallone.
C. Discendenza per gli ALIDI (HUSAINIDI) e gli OMAYYADI
Alidi Husainidi (Imam Sciiti d'Irak) → confluenza con gli Omayyadi di Cordova tramite le nozze di Ishar con Muhammad I (5° Emiro di Cordova). La prosecuzione della linea — Emiri di Cordova → Asturie-León → da Cunha → Braganza → Moncada → confluenza Gallone (Giuseppina Moncada ∞ Gino Gallone 1925) — è documentata sulla scheda /califfi-omayyadi.
Branca C — Husainidi → Omayyadi (Cordova)
- Maometto / Muhammad n. 570, † 632 dei Qurayshiti · « il Profeta », Fondatore dell'IslamKhadija bint Khuwaylid n. 566, † 619 dei Qurayshiti
- Fatima Al Zahra bint Muhammad n. 606, † 632 dei QurayshitiAli ibn Abu Talib n. 599, † 661 dei Qurayshiti · 4° Califfo storico 656–659 (dep), 1° Imam (Sciiti) d'Irak 656–659
- Al Husayn ibn Ali n. 626, † 680 dei Qurayshiti (Alidi) · 3° Imam (Sciiti) d'Irak 669–680Umm Ishac (Harar) dei Sassanidi, dei Shahanshah di Persia
- Ali Zayn Al Abidin ibn Al Husayn n. 657, † 713 degli Alidi (Husainidi) · 4° Imam (Sciiti) d'Irak 680–712Fatima bint Hasan degli Alidi (Hasanidi)
- Muhammad Al Baqir ibn Ali n. 676, † 743 degli Alidi (Husainidi) · 5° Imam (Sciiti) d'Irak 712–743Umm Farwah bint Qasim
- Djafar As Sadikh ibn Muhammad n. 702, † 765 degli Alidi (Husainidi) · 6° Imam (Sciiti) d'Irak 743–765Hamida Al Barbariyya
- Musa Al Kazim ibn Djafar n. 745, † 799 degli Alidi (Husainidi) · 7° Imam (Sciiti) d'Irak 765–799
- Ali Ar Rida ibn Muza n. 766, † 818 degli Alidi (Husainidi) · 8° Imam (Sciiti) d'Irak 799–818Sabika (Khayzarun)
- Muhammad ibn Ali Al Taqi Al Jawad n. 811, † 835 degli Alidi (Husainidi) · 9° Imam (Sciiti) d'Irak 818–835Sumana
- Ali ibn Muhammad «Al Hadi» n. 828, † 868 degli Alidi (Husainidi) · 10° Imam (Sciiti) d'Irak 835–868
- Ishar n. 825c. degli Alidi (Husainidi), degli Imam (Sciiti) d'IrakMuhammad I n. 823, † 886 degli Omayyadi (Cordova) · 5° Emiro di Cordova 852–886
→ La prosecuzione della linea dopo Muhammad I — Emiri di Cordova (Abd Allah ∞ Onecca di Navarra, Zayd, Zaydan, Zayra) → Lovesendo Ramirez ∞ Zayra (Re di Leon) → da Cunha → Braganza → Noroña → Aragona → Moncada → confluenza Gallone con le nozze Giuseppina Moncada ∞ Gino Gallone (1925) — è documentata sulla scheda Califfi Omàyyadi (Branca C). Sull’attendibilità della figura di Ishar (probabilmente una schiava, non figlia legittima del 10° Imam), si veda la sezione « b) Zayra degli Omayyadi » sopra.
D. Discendenza per gli ALIDI (HASANIDI) e gli IDRISSIDI
Alidi Hasanidi → Idrissidi (Emiri del Marocco) → confluenza con la linea di Lovesendo Ramirez « El Cid de Leon » e Zayra degli Omayyadi di Cordova. La prosecuzione della linea — Asturie-León → da Cunha → Braganza → Moncada → confluenza Gallone (1925) — è documentata sulla scheda /califfi-omayyadi.
Branca D — Hasanidi → Idrissidi → Lovesendo Ramirez
- Maometto / Muhammad n. 570, † 632 dei Qurayshiti · « il Profeta », Fondatore dell'IslamKhadija bint Khuwaylid n. 566, † 619 dei Qurayshiti
- Fatima Al Zahra bint Muhammad n. 606, † 632 dei QurayshitiAli ibn Abu Talib n. 599, † 661 dei Qurayshiti · 4° Califfo storico 656–659 (dep), 1° Imam (Sciiti) 656–659
- Al Hasan I ibn Ali n. 625, † 669 dei Qurayshiti (Alidi) · 5° Califfo storico 661–661 (dep), 2° Imam (Sciiti) 661–669Khawla Al Fazariya Bint Mansour
- Al Hasan II Al Muthanna degli Alidi (Hasanidi)Fatima Bint Al Husayn degli Alidi (Huseinidi)
- Abd Allah Al-Kamil degli Alidi (Hasanidi)
- Idris I Al Aqbar † 791 degli Idrissidi · 1° Emiro del Marocco 789–791Kenza bint Ishaq degli Awarbas
- Idris II Abou Al Kassem n. 792, † 828 degli Idrissidi · 2° Emiro del Marocco 792–828F Bint Muhammad degli Alidi (Huseinidi), degli Emiri di Tlemcem
- Al Qasim Ibn Idriss degli Idrissidi, degli Emiri del Marocco
- Muhammad Ibn Al Qasim degli Idrissidi, degli Emiri del Marocco
- Al Hasan Al Hajjam Ibn Muhammad † 944 degli Idrissidi · 10° Emiro del Marocco 925–927 (dep)
- Ahmed ibn Al Hasan «Abeth Al Hasani» degli Idrissidi, degli Emiri del Marocco
- Fethe (Fehr) Fikhri «Ramiro de Leon» degli Idrissidi, degli Emiri del MaroccoAdosinda (Ausenda) Gutierrez Osorio
- Lovesendo Ramirez «El Cid de Leon» n. 920c. degli Idrissidi, degli Emiri del MaroccoZayra n. 915c. degli Omayyadi (Cordova), degli Emiri di Cordova
→ La prosecuzione della linea dopo Lovesendo Ramirez ∞ Zayra — Abu Nazar Lovesendez → Hermigio → Adosinda → da Cunha → Braganza → Noroña → Aragona → Moncada → confluenza Gallone con le nozze Giuseppina Moncada ∞ Gino Gallone (1925) — è documentata sulla scheda Califfi Omàyyadi (Branca C, da Zayra degli Omayyadi in poi).
