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Guerri dall'Oro Gallone, Principi di Tricase e di Moliterno
Tutte le linee confluiscono in un'unica arma. Per il provvedimento di Re Umberto II del 19 novembre 1967 fu concesso ad Aldo Guerri dall'Oro il titolo di Conte, e alla moglie Simonetta della Posta — figlia di Maria Bianca Gallone, ultima Principessa di Tricase — quello di Contessa. Con Decreto del Ministro di Grazia e Giustizia del 21 gennaio 1999, i discendenti assumono il cognome Guerri dall'Oro Gallone di Tricase e di Moliterno.
L'arma riflette esattamente questa storia: lo stemma è quello dei Guerri dall'Oro, sul quale si inserisce quello dei Gallone. Sull'inquartato Guerri e dall'Oro si pone in cuore lo scudetto al gallo dei Gallone; il tutto è cimato dalla corona di principe.
Il blasonamento ufficiale recita: inquartato — nel 1° e 4° di verde alla sbarra d'argento accompagnata da sei stelle d'oro (Guerri); nel 2° e 3° troncato di tre: nel 1° d'azzurro alla stella d'oro, nel 2° di rosso al fascio di spighe d'oro passate in anello, nel 3° fasciato di sei d'argento, d'oro e di rosso (dall'Oro); sul tutto, lo scudetto Gallone.
In questo solo scudo si compendia l'intera vicenda della Casa: la stirpe toscana dei Conti Guidi divenuta Guerri a Siena, la fusione con i dall'Oro del Veneto, e l'eredità meridionale dei Gallone, Principi di Tricase e di Moliterno. Un'araldica che è, insieme, un albero genealogico.
Motto Guerri: « Dalla guerra alla pace ».
Motto dall'Oro: « Nihil ab auro potest qui aeternum non est » — « Nulla può venire dall'oro per chi non è eterno ».
Motto Gallone: « Nunc et semper » — « Ora e sempre ».
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