Di verde, alla sbarra d'argento caricata di sei stelle d'oro (XVI sec.).
Lignaggio · Tappa 2
Guerri.
Patrizi di Siena, XIV – XIX sec.
Ramo dei Conti Guidi di Porciano trapiantato a Siena dopo la perdita dei feudi (1336): da nobili feudali a patrizi senesi. Dalla linea diretta, col matrimonio del 1862 fra Pietro Giovanni Guerri e Dejanira dall'Oro, nasce il cognome Guerri dall'Oro.
Storia della casata.
I Guerri discendono dai Conti Guidi, una delle maggiori casate feudali della Toscana medievale: Conti di Modigliana dal 925 con Tegrimo I († c. 930) e, attraverso Tegrimo VI (c. 1175 – c. 1234), Conti di Porciano e Conti Palatini.
Tra i discendenti di Tegrimo VI, Guido «Zeffiro», Conte di Val d'Ambra († c. 1348), e suo figlio Giovanni († 1363) perdono tutti i beni nel 1336 a beneficio della Repubblica di Firenze. Il figlio di Giovanni, Pietro, si trasferisce allora a Siena: vi perde il rango nobiliare e deve assumere un cognome per essere annoverato tra i cittadini senesi e accedere alle cariche pubbliche. Nei documenti compare con grafie diverse — Guerra, Guerrae, de Guerris, Guerri — da cui il patronimico definitivo Guerri.
A Siena i Guerri ottengono l'iscrizione al patriziato cittadino per le alte cariche pubbliche ricoperte da alcuni loro membri (così Nanni di Pietro di Giovanni Guerri, 1445, Archivio di Stato di Siena). La famiglia, di antica tradizione toscana, ebbe tra i suoi membri notai, magistrati e uomini d'arme, ricordati negli archivi della Repubblica di Siena e, più tardi, nel Granducato di Toscana.
Lo stemma dei Guerri conserva la bicromia bianco-verde dei Conti Guidi, con partizione ghibellina (di verde alla sbarra d'argento), accompagnata da sei stelle d'oro aggiunte nel XVI secolo come simbolo nobiliare. Si ritrova nel primo e quarto quarto dello stemma inquartato della casata Guerri dall'Oro, accanto a quello dei dall'Oro.
Un ramo collaterale dei Guerri, trasferitosi a Venezia, ottenne il titolo di Conte e l'iscrizione nel Libro d'Oro dei titolati della Serenissima. Si tratta di una linea cugina documentata, distinta dalla linea diretta della famiglia, alla quale è dedicata la scheda Patriziato Veneto.
La linea diretta documentata a Siena prosegue per diverse generazioni fino a Pietro Giovanni Guerri (1819–1880), ufficiale presso la Corte Granducale di Toscana, che nel 1862 sposa Dejanira dall'Oro (1835–1900), ultima della sua Casa, aggiungendo al proprio il cognome della moglie.
Nasce così il doppio cognome Guerri dall'Oro, che unisce la tradizione toscana dei Guerri a quella veneta dei dall'Oro e continua oggi nei Principi di Tricase.
Albero della casata.
Titoli e dignità dei Guerri
Conti di Porciano, patrizi di Siena.
Luoghi e radici