
”BRAVEHEART”
1272 - 1305
Sir William Wallace, soprannominato « Braveheart », « the Patriot », cavaliere scozzese nato nel 1272 a Elderslie e morto nel 1305 a Londra, è un eroe nazionale per la Scozia.
Egli guidò la lotta degli Scozzesi contro l’occupazione degli Inglesi sotto il re Edoardo I d’Inghilterra (dinastia dei Plantageneti). Il suo ruolo durante le guerre d’indipendenza scozzesi fu talmente decisivo per le sorti del suo paese che la sua vita assunse una dimensione leggendaria.
Gli Scozzesi di oggi hanno dimenticato i suoi atti di crudeltà e di violenza. Il suo monumento, fieramente eretto sulla collina, nel luogo della battaglia di Stirling Bridge, resta il simbolo della resistenza all’oppressione inglese, e il suo nome è divenuto leggendario come quello di un eroe nazionale scozzese.

Sir William Wallace

Wallace Clan Crest
LE ORIGINI DI WILLIAM WALLACE
William Wallace sembrava essere una « persona del popolo », in contrasto con il suo compagno, Robert le Bruce (futuro re Roberto I di Scozia), che proveniva dall’alta nobiltà. La famiglia di Wallace apparteneva alla piccola nobiltà, discendente da Richard Wallace (Le Waleis o Welshman), un proprietario terriero, vassallo di uno dei primi membri della famiglia Stewart (che in seguito diventerà la stirpe reale degli Stuart).
William Wallace nacque a Elderslie (Renfrewshire) intorno al 1272, il che faceva di lui un giovane uomo ancora nei suoi anni di gloria del 1297 e 1305. Ricevette una buona educazione e divenne perciò ben istruito secondo gli standard dell’epoca, parlando il latino e il francese. I testimoni lo descrivono come un uomo molto alto (circa 2 metri), atletico, attaccabrighe, intrepido e senza pietà.
Secondo la tradizione, Sir Malcolm Wallace of Elderslie era padre di tre figli, Malcolm, John e William Wallace. Tuttavia, un sigillo di William Wallace, scoperto nel 1999, identifica quest’ultimo come figlio di Alan Wallace of Ayrshire.
LA SCOZIA AL TEMPO DI WILLIAM WALLACE
Al tempo della nascita di William Wallace, il re Alessandro III (dinastia dei Dunkeld) regnava da 20 anni sulla Scozia. Il suo regno era stato un periodo di pace e di stabilità economica, ed egli aveva respinto con successo le incessanti pretese degli Inglesi. Nel 1286, Alessandro III muore per una caduta da cavallo; nessuno dei suoi figli gli era sopravvissuto. I Lord scozzesi proclamarono regina la sua nipotina Margherita, allora di 3 anni.
A causa della sua età, istituirono una reggenza, i Guardiani di Scozia, per assicurare l’amministrazione della Scozia fino a quando ella non fosse stata in età di governare. Il re inglese, Edoardo I, sfruttò la potenziale instabilità per firmare con i lord il trattato di Birgham, promettendo di far sposare suo figlio Edoardo con Margherita, a condizione che la Scozia rimanesse una nazione indipendente. Ma Margherita si ammalò e morì nel 1290, a 8 anni, sulla via del ritorno dalla sua Norvegia natale verso la Scozia. Tredici pretendenti al trono si manifestarono quasi immediatamente, tra cui John Balliol.
Tuttavia, gli Scozzesi volevano un arbitro esterno per decidere la questione, in modo da evitare accuse di parzialità e, in modo del tutto irragionevole, fecero appello al re Edoardo I per decidere. Invece di presentarsi come arbitro indipendente, costui venne alla frontiera anglo-scozzese con una grande armata, e annunciò di esser venuto da signore per regolare una disputa in uno Stato vassallo, costringendo tutti i potenziali re a rendergli omaggio. Dopo aver ascoltato ciascun giuramento, Edoardo scelse John Balliol nel 1292 per regnare sullo « Stato vassallo di Scozia ».
Nel marzo 1296, Balliol rinnegò il suo giuramento e la guerra con l’Inghilterra cominciò con il sacco di Berwick da parte di Edoardo I, sempre nel marzo 1296, seguito dalla sconfitta scozzese nella battaglia di Dunbar e dall’abdicazione di Giovanni Balliol nel luglio. La Scozia è sottomessa ma non vinta.
L’EPOPEA DI WILLIAM WALLACE (1297-1298)
William Wallace appare nella storia assassinando lo sceriffo inglese di Lanark per vendicare la morte della sua amata (Marion Braidfute). A causa di questo crimine, viene messo fuori legge e si rifugia nei boschi, dove è ben presto raggiunto da una trentina di compagni con i quali, nel maggio 1297, massacra la guarnigione inglese di Lanark.
È il segnale della ribellione e le operazioni di logoramento contro gli Inglesi si moltiplicano. Grandi signori non tardano a unirsi a lui: William Douglas « il Temerario », che diventa suo luogotenente, Robert Wishart, vescovo di Glasgow, che riesce a portare James Stewart alla causa, e ben presto Robert Bruce il Giovane, rompendo con ciò la reputazione di anglofilia della famiglia Bruce.
Ed è con una vera armata che Wallace pone l’assedio a Dundee nel mese di agosto 1297. Il conte di Surrey e Hugh Cressingham, tesoriere, che l’ampiezza del movimento di resistenza cominciava a inquietare, reagiscono e dispongono le loro truppe a Stirling, tagliando così Wallace dalle sue retrovie.
La fortezza di Stirling domina la pianura paludosa del Forth nel punto in cui, all’epoca, si elevava l’ultimo ponte in legno che permetteva il passaggio del fiume prima del suo estuario.

Wallace comprende il pericolo e ritorna in fretta, abbandonando l’assedio di Dundee, ma gli Inglesi sono già installati sulla riva destra del Forth, bloccando il ponte. Wallace si accampa allora sulla riva sinistra. Gli Inglesi sono più numerosi (10.000 fanti e 300 cavalieri) degli uomini di Wallace (4.000 fanti e 180 cavalieri) e la sconfitta degli Scozzesi sembra ineluttabile.
Il sito è, in apparenza, sfavorevole a Wallace. Il fiume, circondato da paludi, è attraversabile solo dallo stretto ponte in legno sul quale due cavalieri non potevano passare di fronte (è questo ponte, Stirling Bridge, che ha dato il nome alla battaglia). Bastava dunque agli Inglesi, ben appoggiati alla collina del castello di Stirling, di non muoversi per bloccare Wallace e impedire ogni ritirata.
La mattina dell’11 settembre 1297, un cavaliere inglese, Marmaduke Tweng, decide di attaccare prematuramente: stendardo in testa, si impegna sul ponte, senza incontrare resistenza, seguito dalla prima parte dell’armata inglese. Mentre gli Inglesi attraversano il ponte, condotti da Hugh de Cressingham, incontrano un terreno paludoso e avanzano con difficoltà verso gli Scozzesi.
La tattica di Wallace è allora di attendere che un numero sufficiente di Inglesi abbia attraversato il ponte per ordinare due cariche: la prima contro il grosso delle truppe inglesi e la seconda con lo scopo di tagliare la strada a ogni ritirata. Le truppe scozzesi intrappolano e annientano l’avanguardia inglese; la cavalleria, rivelandosi inefficace sul suolo paludoso, viene anch’essa decimata.
Il ponte in legno, sabotato da un carpentiere scozzese, crolla al passaggio della seconda carica scozzese, provocando la fuga delle truppe inglesi rimanenti.
Gli Inglesi, sorpresi prima di aver avuto il tempo di far passare tutta l’armata dal ponte, sono fatti a pezzi: la parte che aveva attraversato il ponte fu sterminata mentre l’altra non poté che contemplare la carneficina prima di darsi alla fuga.
Gli Inglesi perdono 3.000 uomini, di cui più di 100 cavalieri; gli Scozzesi subiscono perdite piuttosto limitate, ma la morte di De Moray in seguito alle sue ferite ha un impatto negativo sulle forze di William Wallace.


Battaglia del ponte di Stirling

Sir William Wallace
Era per Wallace una vittoria folgorante e inattesa! Alcune città non tardano ad aprirgli le porte, tra cui: Aberdeen, Dundee, Perth, Stirling, Edimburgo, Roxburgh, Berwick. I Lord scozzesi riconoscono l’autorità di Wallace e lo proclamano « Guardiano del regno di Scozia ».
Nei mesi che seguono, Wallace dirige immediatamente delle campagne che lo conducono fino nel Cumberland e nel Northumberland, facendo nello stesso tempo regnare l’ordine nei territori sotto il suo potere.
Edoardo I deve intervenire di persona, abbandonando per un tempo il continente (dove sosteneva i Fiamminghi contro la Francia) per riprendere il controllo della Scozia. Risale verso il nord con un’armata considerevole e, già nel luglio 1298, riprende Berwick poi Roxburgh. Wallace raggruppa le sue forze e tenta di ritirarsi verso ovest ma Edoardo riesce a tagliargli la strada a Falkirk.
Invece di disperdere i suoi uomini nelle foreste circostanti e di esaurire l’armata inglese con una tattica di guerriglia, Wallace decide di trincerarsi e di attendere l’attacco frontale di Edoardo I.
Organizza i suoi uomini in « schiltrons », formazioni di soldati che formavano un muro di lance al fine di impedire alla cavalleria inglese di schiacciare i suoi uomini come aveva fatto a Dunbar due anni prima.
Tuttavia la tattica si rivela inefficace, perché gli arcieri inglesi sono i primi a combattere: lanciano una salva di frecce che disloca gli « schiltrons » scozzesi.
Dispersi, gli uomini di William Wallace sono alla mercé della cavalleria inglese: alla fine della giornata del 22 luglio 1298 l’armata scozzese è schiacciata e lascia 2.000 morti sul campo. Wallace stesso è in fuga, è la fine della sua epopea.



IL TRIONFO DI EDOARDO I (1298-1305)
Dopo il disastro di Falkirk, William Wallace abbandona il suo titolo di Guardiano del Regno di Scozia e si rifugia in Francia. Si conosce male la sua sorte tra il 1298 e il 1304, ma lo ritroviamo in Scozia, verso il 1303-1304, dove riprende le sue azioni di guerriglia contro gli Inglesi. Militarmente, il re inglese trionfa, ma di fatto la sua autorità non si impone veramente sul territorio scozzese, dove il movimento di resistenza, avviato da Wallace, continua sostenuto attivamente dal clero.
I nuovi Guardiani del Regno di Scozia (John Comyn, Robert Le Bruce, William de Lamberton vescovo di Saint Andrews) riportano alcuni successi, ma la bella unità realizzata attorno a William Wallace si sgretola, e le contese tra John Comyn (sostenitore della restaurazione di John Balliol) e Robert Le Bruce sono sempre più aspre.
Robert Le Bruce si dimette dalla sua carica di Guardiano e il 16 febbraio 1302, con un voltafaccia inatteso, fa la sua sottomissione al re d’Inghilterra! E sul continente, il Trattato di Parigi del 20 maggio 1303 segna la riconciliazione tra il re di Francia e il re d’Inghilterra, privando così gli Scozzesi del sostegno francese. Da quel momento Edoardo I non ha più ostacoli sulla sua strada in Scozia.
Nel corso dell’estate del 1303, alla testa della sua armata, il re d’Inghilterra attraversa il fiume Forth su un ponte di barche. La fortezza di Stirling, ultimo bastione dell’indipendenza e chiavistello della strada delle Highlands, capitola nel luglio 1304. A loro volta, i Comyn, a lungo anima della resistenza, fanno la loro sottomissione.
Edoardo I promulga una promessa di perdono per tutti gli Scozzesi che avessero abbandonato la lotta, escludendo tuttavia William Wallace, che doveva « rimettersi alla mercé del re nostro sovrano signore, che agirà nei suoi confronti come lo giudicherà opportuno ». In seguito a questa proclamazione, le adesioni si moltiplicano e, salvo poche eccezioni, la Scozia si sottomette.
LA FINE DELLA VITA DI WILLIAM WALLACE
Quanto allo sventurato William Wallace, viene catturato a Glasgow il 5 agosto 1305, condotto in Inghilterra e condannato a morte per alto tradimento. Muore giustiziato (« Hanged, drawn and quartered ») a Londra il 23 agosto 1305, all’età di 33 anni.
La sorte riservata a William Wallace era iniqua perché egli non poteva essere considerato un « traditore » come specificava la sentenza, dato che non era inglese e che Edoardo I d’Inghilterra, più noto col nome di Edward « Longshanks », non era re di Scozia.
Il supplizio di William Wallace fu atroce: trascinato dai cavalli per i piedi su parecchi chilometri, mezzo impiccato, sventrato e con le viscere date alle fiamme. Infine, fu decapitato, poi tagliato a pezzi e, per « dare un esempio », il re Edward I fa esporre le diverse parti del corpo di William Wallace ai quattro angoli del regno d’Inghilterra, per assicurarsi che nessuna tomba veda la luce.
Questa messa a morte ignobile, immaginata per umiliare l’orgoglio scozzese, fece forse più per la gloria postuma di William Wallace di quanto fecero le sue imprese militari al tempo dei suoi effimeri trionfi. Questa esecuzione ravviverà il sentimento nazionalista scozzese e altri uomini si solleveranno contro l’Inghilterra. Robert le Bruce, che aveva radunato i nobili alla sua causa e si era proclamato re, sconfigge l’armata inglese a Bannockburn nel 1314, e la Scozia conquista finalmente, nel 1328, la sua indipendenza.


Sir William Wallace
Edinburgh

Monumento Nazionale
Stirling

Tartan Wallace
DISCENDENZA WALLACE
Cavalieri Wallace di Riccarton ed Elderslie → Baillie di Lamington → Somerville → Boyd of Kilmarnock → Hamilton (Earls of Abercorn) → Sempill → Preston of Valleyfield → Hay → Chalmers → Pitcairn → Carnegie → Arnould → confluenza nella linea Della Posta con le nozze Beatrice Arnould ∞ Augusto II della Posta (1884).
Discendenza Wallace → Baillie → Boyd → Hamilton → Arnould → della Posta
- Elmerus Galeius (Eimerus de Wallense) n. 1100c.
- Richard «Wallense», «The Welshman» Wallace n. 1117c., † 1180c.Emma
- Richard «Wallense», «The Welshman» Wallace n. 1143c., † 1204c.Janet Catcarth n. 1145c.
- Richard (Henry) Wallace n. 1172c., † 1197c. 1° Laird of RiccartonMargaret Buckingham n. 1175c., † 1221
- Adam Wallace n. 1197c., † 1247c. 2° Laird of RiccartonEuphemia Stewart n. 1205c., † 1267c. degli High Stewarts of Scotland
- Malcolm Wallace n. 1245c., † 1296c. 1° Laird of ElderslieMargaret Crawford n. 1251c., † 1291c. dei Lairds of Loudun
- William «Braveheart», «The Patriot» Wallace n. 1272c., † 1305 2° Laird of Elderslie, Guardian and Protector of ScotlandMarion Braidfute n. 1267c., † 1297 Heiress of Lamington
- Elizabeth (Marion) Wallace n. 1295c., † 1340 Heiress of LamingtonWilliam Baillie n. 1297c., † 1357c. 2° Laird of Hoprig and of Penston
- William Baillie n. 1320c. 1° Laird of Lamington
- William Baillie n. 1355c. 2° Laird of LamingtonIsabel Seton n. 1365c. dei Lords Seton
- William Baillie n. 1390c., † 1423 3° Laird of LamingtonCatherine Hamilton n. 1395c. dei Lairds of Cadzow
- Marion (Mariota) Baillie n. 1428c., † 1506 dei Lairds of Hoprig and of LamingtonJohn Somerville n. 1425c., † 1491 3° Lord Somerville of Carnwath
- John «Red Bags» Somerville n. 1457, † 1513 1° Lord Somerville of CambusnethanElizabeth Carmichael n. 1473c., † 1540 dei Lairds of Balmedie
- Helen Somerville n. 1495c., † 1536c. dei Lords Somerville of CambusnethanRobert Boyd n. 1485c., † 1558 4° Lord Boyd of Kilmarnock
- Robert Boyd n. 1517, † 1589 5° Lord Boyd of KilmarnockMargaret Colquhun n. 1525c., † 1601 dei Lairds of Glens
- Thomas Boyd n. 1547c., † 1611 6° Lord Boyd of KilmarnockMargaret Campbell n. 1550c., † 1597 dei Lairds of Loudoun
- Marion Boyd n. 1568c., † 1632 dei Lords Boyd of KilmarnockJames Hamilton n. 1575, † 1618 2° Lord Paisley, 1° Earl of Abercorn
- Anne Hamilton n. 1592, † 1620 degli Earls of AbercornHugh Semphill n. 1578, † 1632 5° Lord Semphill
- Marion Semphill n. 1617c., † 1668 dei Lords SemphillGeorge Preston n. 1614, † 1679 6° Laird of Valleyfield
- Anne Preston n. 1643c. dei Lairds of ValleyfieldJames Hay n. 1639 3° Laird of Pitfour
- Patrick Hay n. 1681 4° Laird of PitfourBarbara Nairn n. 1673 dei Lairds of Seggieden
- John Hay n. 1720c., † 1754 4° Laird of SeggiedenLilias Hay n. 1673 dei Lairds of Pitfour
- Anne Hay n. 1741, † 1773 dei Lairds of SeggiedenWilliam Chalmers n. 1742, † 1817 Town Clerk of Dundee, Laird of Glenericht
- Euphemia Chalmers n. 1766 dei Lairds of GlenerichtWilliam Pitcairn n. 1763, † 1831 Laird of Innernethy
- Anne Pitcairn n. 1794, † 1875 dei Lairds of InnernethyDavid Carnegie n. 1767, † 1818 Senior Surgeon in Bengal Army
- John William Carnegie n. 1814, † 1874 Major in Bengal ArmyJane Scott n. 1813c., † 1907
- Anne Pitcairn Carnegie n. 1839, † 1922Joseph Arnould n. 1814, † 1866 Judge at the Supreme Court at Bombay, Baronet 1859
- Beatrice Arnould n. 1861, † 1942 dei Baronetti ArnouldAugusto II della Posta n. 1849, † 1917 5° Duca di Civitella Alfedena
→ La prosecuzione della linea dopo il 1884 (Augusto III della Posta ∞ Maria Bianca Gallone 1915 → Simonetta della Posta ∞ Aldo Guerri dall’Oro 1939 → Guido → Simon → Léon) è documentata sulle schede della Posta, Maria Bianca Gallone, Aldo Guerri dall’Oro, Guido Guerri dall’Oro Gallone e Simon Guerri dall’Oro Gallone.
