D'azzurro alla fascia di rosso; nel capo un cavallo corrente e una cornetta d'argento, in punta un cane d'argento su tre monti di verde, fissante una stella d'argento di sei raggi.
Lignaggio · Tappa 6
Della Posta.
Duchi di Civitella Alfedena, XIII – XX sec.
Antica famiglia abruzzese-molisana, di probabile origine francese, Signori di Capracotta dal 1269 e Duchi di Civitella Alfedena dal 1715: feudatari e grandi «armentari» della transumanza. Con Simonetta della Posta (1916–1986), sposa nel 1939 di Aldo Guerri dall'Oro, l'eredità della Casata confluisce nella linea Guerri dall'Oro Gallone.
Storia della casata.
Famiglia originaria del Molise, godette nobiltà in Napoli, fuori seggio, e a Foggia, e fu ricevuta per giustizia nell'Ordine Costantiniano e nel S.M.O. di Malta (1774). Il nome dei della Posta deriverebbe dalla terra o castello della Posta (diocesi di Chieti) di cui Francesco I († 1276), di probabile origine francese-provenzale, era titolare feudale, oltre a Palata e Terrabruna.
È con Francesco I che inizia l'ascesa sociale della Casata, quando Carlo I d'Angiò, Re di Napoli, gli concede nel 1269 il feudo di Capracotta. Il figlio Gentile vi aggiunge Roccaspinalveti, Montemiglio e San Mauro di Civitella; il nipote Bartolomeo, qualificato «milite devoto», ottiene Civitavecchia, Borrello e Collestefano.
Con Scipione I i della Posta si trasferiscono a Frosolone, nel quartiere di San Leonardo detto «il Borgo». Scipione sposa Isabella, figlia di Francesco Marchesano, Barone di Frosolone. Dai loro due figli, Simone I e Graziano II, prendono origine i quattro principali rami della famiglia.
Dal ramo di Graziano II discendono i Baroni di Molise e i Baroni (1697) poi Duchi di Civitella Alfedena (1715). Il titolo ducale è concesso al barone Scipione, figlio di Domenico Seniore, con diploma dell'imperatore Carlo VI, firmato di suo pugno «Yo el Rey» (Vienna, 13 febbraio 1715).
Il ramo si estingue di fatto con Carlo, 8° Duca († 1983): per salvaguardare il casato, egli adotta un pronipote, Marco Theodoli, che assume il nome, le armi e il titolo, diventando 9° Duca di Civitella Alfedena.
I della Posta, feudatari con importanti latifondi, ebbero una notevole attività armentaria: la transumanza delle greggi dall'Abruzzo al Tavoliere della Puglia lungo i «tratturi», regolata dalla Dogana delle pecore (istituita a Lucera nel 1447 da Alfonso I d'Aragona, poi a Foggia) e dalla Doganella d'Abruzzo (1532).
Acquistarono dai Brancia il feudo «rustico e non nobiliare» di Vulgano, presso Foggia, con l'estensione disabitata di Schifara, e ne fecero una «posta fissa»: una grande masseria, con abitazione padronale e costruzioni per uomini, animali e vettovaglie, goduta ogni anno dallo stesso «locato». Non mancarono le controversie, come quella del 1713 sugli erbaggi demaniali di Frosolone, che i vassalli — tra cui i ricchissimi D'Alena — rifiutarono di mettere a coltura. Il regime durò fino al 1806, quando le leggi eversive della feudalità smembrarono il sistema tratturale.
Augusto III della Posta (1890–1970), 7° Duca di Civitella Alfedena, sposa nel 1915 Maria Bianca Gallone (1895–1982), 10ª Principessa di Tricase e 7ª di Moliterno, ultima della Casa Gallone.
La loro figlia Simonetta della Posta (1916–1986) sposa nel 1939 Aldo Guerri dall'Oro: l'eredità dei della Posta e i titoli dei Gallone confluiscono così nella Casa Guerri dall'Oro Gallone, oggi rappresentata da Simon.
I quattro rami della Posta.
Dai due figli di Scipione I — Simone I e Graziano II — nascono i quattro rami principali della famiglia. Solo quello dei Duchi di Civitella Alfedena converge nella linea attuale.
Il ramo dei Baroni di Vulgano si estinse con due sorelle che sposarono due cugini, portando il titolo baronale a Civitella Alfedena e a Grottaminarda. Il ramo dei Duchi di Civitella si estinse di fatto con Carlo, 8° Duca († 1983), che adottò Marco Theodoli, 9° Duca.
Albero della casata.
Titoli e feudi dei della Posta
Duchi, Baroni e Signori.
I possedimenti e i feudi
Tra Abruzzo, Molise e Puglia.
Documenti e immagini
Tratturi, masserie e documenti.